I dati parlano chiaro. In Italia è vero e proprio boom nell’utilizzo della canapa a scopo alimentare. In otto città…

 I dati parlano chiaro. In Italia è vero e proprio boom nell’utilizzo della canapa a scopo alimentare.

In otto città su dieci è presente un growshop, e sono oltre 400 i negozi del cannabusiness, dalla Lombardia che dispone di 67 esercizi fino a Roma in cui ci sono circa 36 esercizi distribuiti in tutta la provincia.

Secondo la rivista Magica Italia, la prima e unica guida nazionale dedicata al settore, dal 2005 è stato registrata una crescita pari al 300%, con un decisivo cambiamento complessivo all’interno del mercato che ha visto piano piano sostituirsi allo “sballo” i prodotti per la coltivazione, il tessile e l’alimentare. Si tratta dunque di un’economia in forte ascesa, che può rappresentare indubbiamente un’opportunità con ampie prospettive di business e ricavi.

Come succede negli USA e molti altri paesi europei, anche in Italia ci si rivolge al growshop non solo per l’acquisto di sostanze psicoattive legali legate al consumo, ma anche per acquistare tutta una varietà di prodotti medici e officinali, alimentari e tessili, generando un fatturato ghiotto per l’intero mondo industriale e imprenditoriale che sta inseguendo questo trend.

Felice Arletti, chef della provincia di Viterbo titolare de Il Calice e la Stella, ha intrapreso già da tempo questo percorso, diventando, in breve, uno dei massimi esperti, a livello nazionale, nell’utilizzo della canapa a scopi alimentari.

Il calice e la Stella

Come e perché nasce il tuo interessamento per la canapa a scopo alimentare?

Scherzando dico sempre che l’amore per la Canapa è un amore che coltivo fin da giovane, ma in realtà lo è veramente. Vivo e lavoro a Canepina, anticamente Canapina, unico paese in Italia che prende il nome da questa pianta.

Basti pensare che mio nonno coltivava Canapa, mia nonna la tesseva e da loro ho ricevuto come “dono di nozze” 12 rotoli di tessuti di Canapa.

Oggi io la coltivo nella stessa azienda agricola famigliare, la cucino dal 2012 con orgoglio e passione, e riesco a sfornare un menù di canapa dall’antipasto al dolce ogni 4 mesi.

Tutto nasce appunto nel 2012, quando l’Organismo Mondiale della Sanità certificò la farina di Canapa come una delle migliori presenti in natura, ed il ministero della Salute nazionale ne autorizzò l’utilizzo come alimento. Esattamente 2 giorni dopo chiamai il Ministero ed iniziai a “mettere le mani in pasta”, arrivando a pubblicare, nel 2013, il primo menù in Italia interamente dedicato alla Canapa.

Quali sono i prodotti realizzabili con questa materia prima?

La Canapa è considerata il “maiale vegetale”, perché, proprio come succede con i suini, non si butta via nulla. Si possono realizzare infatti dai mattoni per la bioedilizia ai prodotti cosmetici, dagli shampoo alle creme per le mani, dai tessuti alle scarpe, e soprattutto prodotti alimentari come olio, semi decorticati, farina di canapa con la  quali realizzare pasta, pane, dolci, secondi, bevande, dolci, tutto ciò insomma, che comprende la varietà dei cibi commestibili.

(NdR: La canapa dalla quale si ottengono questi prodotti materiali e alimentari è a bassissimo contenuto di Thc, il principio attivo della Cannabis responsabile dello “sballo”. Dunque, non ha alcun effetto psicotropo; la sua coltivazione in Italia è legale e regolamentata.)

Quali sono le proprietà culinarie della canapa e come può essere utilizzata?

La Canapa è una risorsa alimentare ricca di numerose proprietà organolettiche e valori nutrizionali, la farina ad esempio è free gluten, ricca di Omega 3, Omega 6 e vitamina B1 e B2, cosi come l’olio di canapa, uno dei pochi olii vegetali dove l’equilibrio tra  Omega 3 e Omega 6 è perfettamente bilanciato 3:1, ricco di acidi grassi essenziali dalle spiccate proprietà antiossidanti, immunomodulanti e antinfiammatorie. La farina di canapa va miscelata insieme ad altre farine in percentuali variabili tra l’8 e il 15%, mentre l’olio va utilizzato a crudo, il suo gusto delicato ricorda leggermente la nocciola.

Infine, nell’utilizzo della canapa a scopo alimentare i semi decorticati sono gli elementi con il più alto valore nutrizionale, contenendo circa il 25% di proteine in una combinazione unica nel mondo vegetale di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali. Possono essere utilizzati per estrarre il latte o come ingrediente da utilizzare come condimento dall’antipasto ai dolci.

Qual è l’approccio del pubblico nei confronti di questo tipo di alimento?

Un bel mix tra diffidenza, paura e curiosità, come avviene di solito per tutte le novità.

Tuttavia, l’ironia provocatoria e le facili battute con le quali presentavo le mie pietanze sotto forma di “Menù stupefacente” hanno stimolato una sana curiosità e l’interesse per capire, conoscere e provare è notevolmente cresciuto.

Oggi parlare di Canapa è più facile, in Italia sono stati fatti molti passi in avanti. Se ne parla in Tv, si organizzano fiere di settore, è reperibile nelle grandi distribuzioni, Internet è pieno di articoli, blog, siti istituzionali, ma il grande passo in avanti è dovuto all’amore che cresce in ognuno di noi verso un alimentazione sana; una consapevolezza che porta le persone ad essere curiose, ad informarsi per scegliere bene cosa mangiare.

Quali riconoscimenti hai ottenuto in qualità di chef precursore nell’uso della canapa?

A distanza di 5 anni, sono passato da etichette tipo Pablo Escobar dei fornelli, al Bob Marley dei Cimini fino ad arrivare ad essere invitato in Rai alla “Prova del Cuoco” per preparare piatti a base di Canapa. Inoltre, sul Gambero Rosso ci sono due redazionali che mi riguardano, come primo cuoco e ristoratore italiano ad aver realizzato un intero menù alla canapa.  Nel 2016 ho rappresentato la Regione Lazio al Salone del Gusto di Torino con la nostra eccellenza e presentato i miei piatti a Eataly Torino. Ho tenuto lezioni di cucina ai giovani allievi delle scuole alberghiere locali e sono stato ospite di numerosi convegni sul tema. Ma il riconoscimento più bello è stato riuscire ad organizzare a maggio la prima Fiera provinciale della Canapa proprio a Canepina. Un’occasione di studio, discussione, approfondimento e cultura a 360°.

Quali consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere questo business nascente?

Fatelo solamente se prima amate questa pianta, la sua storia e il suo valore antropologico, altrimenti è una coltivazione come un’altra. In cucina, invece, il mio consiglio è sempre lo stesso, ricordate che un piatto si giudica non solo dalla sua bontà, ma anche dalle storie che racconta. Fate piatti sani e ricchi di storie dalla materia prima alla vostra idea di ristorazione.

 

Articolo: https://www.sharingtourism.it/dove-va-il-mercato/canapa-a-scopo-alimentare/